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Giovedì 1° marzo gli arretrati agli Statali

Sono in arrivo gli arretrati per i dipendenti Statali appartenenti alle Funzioni centrali dello Stato, previsti dall’accordo sottoscritto a fine anno all’Aran: le somme, dai 370 ai 712 euro, saranno accreditate ai circa 250 mila lavoratori pubblici coinvolti nella giornata di giovedì 1° marzo.

La somma già visibile da alcune ore
La comunicazione ufficiale della data per l’esigibilità della somma è il portale internet ‘NoiPa’ che gestisce le retribuzioni del personale nel pubblico: “giovedì 1 marzo – si legge nel sito on line – è la data di valuta per l’accreditamento degli arretrati derivanti dagli incrementi degli stipendi tabellari mensili lordi previsti dal contratto nazionale di lavoro 2016-2018 del comparto Funzioni centrali (ex comparto Ministeri, Agenzie fiscali, Enti pubblici non economici, Enti ex art.70)”.

E ancora, “si ricorda che l’effettiva disponibilità delle somme sui conti correnti può avvenire nell’arco dell’intera giornata, in relazione alle diverse modalità operative degli istituti bancari”. Ogni dipendente può tuttavia già sapere quale somma gli spetta: il cedolino speciale è già visibile da alcune ore.
Come si è arrivati agli aumenti
L’Ansa ricorda che si tratta del primo effetto tangibile, in termini economici, dell’accordo sul rinnovo del contratto raggiunto prima di Natale tra i sindacati e l’Aran, l’agenzia che rappresenta il governo nei tavoli contrattuali.

Sull’accordo di rinnovo del contratto, raggiunto dopo un blocco continuativo dopo quasi 10 anni di blocco, lo “stanziamento di quasi 5 miliardi e mezzo complessivi” e l’intervento legislativo per modificare “la legge Brunetta, che mai avrebbe consentito di rinnovare il contratto dei dipendenti pubblici”.

I vari rinnovi
Il primo rinnovo ha riguardato gli statali in senso stretto e ha fatto da apripista per gli altri comparti. L’aumento a regime andrà dai 63 ai 117 euro mensili e scatterà con la busta paga di marzo. Ma per dieci mensilità si dovrà aggiungere un plus dai 20 ai 25 euro per le fasce retributive più basse (cosa che permetterà di salvare il bonus degli 80 euro).

In pratica, quindi lo scatto parte da 84 euro, che poi è grosso modo la media dell’aumento. Hanno fatto seguito le intese su scuola (da 84 a 111 euro), enti locali (da 81 a 92) e sanità (da 80 a 95). Chiusa una tornata se ne dovrà, però, presto aprire un’altra. I rinnovi, infatti, valgono fino a tutto il 2018. Ecco che dall’anno prossimo il contratto sarà già scaduto e si dovrebbe tornare a trattare per il successivo triennio.