Aperta la mostra “Tuffo nell’arcobaleno” di Alberto Biasi

Il Museo dell’Ara Pacis di Roma rende omaggio ad Alberto Biasi uno dei maggiori artisti ottico cinetici europei, indiscusso protagonista dell’arte del Secondo Dopoguerra in Italia.

Le sue opere si trovano al MOMA di New York, all’Hermitage di San Pietroburgo, al Centre Pompidou di Parigi, alla Peggy Guggenheim Collection di Venezia, alla Galleria Nazionale di Roma, al Muzeum Sztuki di Lodz e ai Musei di Belgrado, Buenos Aires, San Francisco, Tokio, Ulm e Praga. Il Museo dell’Ara Pacis di Roma gli rende omaggio con una mostra a lui dedicata dal titolo  “Tuffo nell’arcobaleno” promossa e prodotta da Roma Culture, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e Il Cigno GG Edizioni.  60 opere provenienti da Musei e collezioni private che ricostruiscono il percorso creativo di Biasi  dal 1959 anno di esordio fino al 2014. Le 60 opere esposte raccontano a tutto tondo l’attività dell’artista incentrata sull’indagine percettiva, attraverso lavori che affrontano poeticamente e scientificamente temi legati alla visione. La mostra è suddivisa in sei sezioni che corrispondono alle differenti tipologie di opere dell’artista e che raccontano il percorso della sua ricerca concettuale. I Sezione trame Le “trame” risalgono al 1959 e rappresentano le prime sperimentazioni dell’artista, all’epoca
giovanissimo. II Sezione torsioni Le “torsioni” sviluppano forme geometriche classiche, come rombi, triangoli e quadrati, e sono realizzate con strisce di plastica bifacciali dai colori quasi sempre contrastanti, combinate in modo da creare effetti percettivi cangianti a seconda dello spostamento del punto di vista. III Sezione ottico-cinetici I primi rilievi sono del periodo del Gruppo N e le opere in mostra abbracciano gli anni dal1974 al 2014: Trasparenze (1978), Gocce d’arcobaleno lunare n°7 (2010) e Red Rain (2014)rappresentano la formulazione di una varietà e ambiguità percettiva.

IV Sezione politipi All’interno della sua ricerca ottico-cinetica Biasi esegue i primi “politipi” intorno al 1965 e
continua e approfondisce questa ricerca per oltre vent’anni, dando vita a un consistente numero di opere dalle forme più variabili V Sezione assemblaggi Intorno al 2000 Biasi da origine agli “assemblaggi” L’artista rielabora la tecnica della pittura acrilica innescando l’evoluzione creativa che dà vita a opere come Volo di ritorno (2005), Come un gambero (2006) e Baruffa (2006) che rappresentano  memorie figurali, accompagnate per di più da titolazioni spiritose e sorprendenti. VI Sezione ambienti gli “ambienti” sono una fusione tra lo spazio dell’opera d’arte e quello dello spettatore.
Con questi lavori Biasi ha saputo rapportarsi al pubblico non più trattandolo da semplice fruitore, ma coinvolgendolo nell’esperienza stessa di un’opera d’arte. Vi invitiamo a visitare la mostra che sarà fruibile dal 13 ottobre 2021 al 20 febbraio 2022 al Museo dell’Ara Pacis tutti i giorni dalle 9:30 alle 19:30  Giorni di chiusura
25 dicembre e 1 gennaio perché  in questa mostra c’è tutto lo stupore per la bellezza, che  deriva dalla nostra tradizione culturale, ma anche dai miracoli della natura,
per la quale ancora oggi l’artista  si emoziona e intorno alla quale vuole ancora indagare. Biasi è stato ed è, talvolta suo malgrado, una sorta di esploratore irrequieto di mondi domestici e di mondi sconfinati, di territori recintati e di spazi siderali. Ma anche per questo grande artista per questo formidabile affabulatore per immagini, la modernità e l’innovazione devono fare i conti con il mistero della natura: con le sue leggi e con i suoi disegni, ma anche con i suoi miracoli, con le sue meraviglie, con i suoi “arcobaleni”, con la sua eterna bellezza.

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