Oltre 20mila morti UE. Reazioni Gravi raddoppiano in Italia.

di Carlo Domenico Cristofori

Più che una statistica mensile è un vero bollettino di guerra quello ricavato dai dati EudraVigilance, la piattaforma di farmacovigilanza dell’European Medicines Agency che monitora le reazioni avverse ai vaccini nei 27 paesi dell’Unione Europea.

Ma le statistiche comunicate nel settimo rapporto dall’Agenzia Italia del Farmaco (AIFA), pur minimizzando l’incidenza dei casi fatali in relazione ai vaccinati (inferiore a 1 su 100mila), palesano due indicatori che suonano come campanelli d’allarme per chi vuole leggere i dati con rigoroso senso critico. Tra l’analisi del secondo comunicato ufficiale (periodo 27-12-20 e 26-2-21) e quella dell’ultima nota emerge chiaro ed evidente che le sospette reazioni avverse gravi ai quattro vaccini sperimentali sono raddoppiate, passando dal 6,1 % al 12,8 %

Ma vediamo subito i dati generici di EudraVigilance prima di analizzare quelli italiani.  Fino al 31 luglio 2021 ci sono 20.595 morti e 1.960.607 feriti: la metà (968.870) sono feriti gravi. Il conteggio è stato pubblicato dal portale ProMemoria.info che ha elaborato i conteggi in quanto non c’è un riepilogo generale nel sistema EudraVigilance.

Le segnalazioni di sospette reazioni avverse nei Paesi dell’Unione Europea per i vaccini di Pfizer (dx) e Moderna (sx) tabelle EudraVigilance al 21-7-21

I dati risultano così distinti. Pfizer: 9.868 morti e 767.225 feriti, Moderna: 5.460 morti e 212.474 feriti, AstraZeneca: 4.534 morti e 923.749 feriti, (Janssen) Johnson & Johnson: 733 morti e 57.159 feriti.

Il riepilogo è da prendere con il beneficio del dubbio perché, come ribadito nelle precedenti analisi pubblicate da Gospa News dopo un certosino lavoro manuale di conteggio, i casi fatali possono essere riferiti a più patologie e pertanto può essere riferito anche alla medesima segnalazione individuale.

Le segnalazioni di sospette reazioni avverse nei Paesi dell’Unione Europea per i vaccini di AstraZeneca (dx) e Janssen (sx) tabelle EudraVigilance al 21-7-21

Tra i primi posti della classifica delle sospette reazioni avverse ai vaccini c’è sempre l’Italia dove risulta sempre inspiegabile l’incidenza dei casi gravi che nei dati EudraVigilange risulta a circa il 50 % mentre in Italia è soltanto al 12,8 %.

L’Agenzia Italiana del Farmaco ha pubblicato il settimo Rapporto di Farmacovigilanza sui Vaccini COVID-19. I dati raccolti e analizzati riguardano le segnalazioni di sospetta reazione avversa registrate nella Rete Nazionale di Farmacovigilanza tra il 27 dicembre 2020 e il 26 luglio 2021 per i quattro vaccini in uso nella campagna vaccinale in corso.

«Nel periodo considerato sono pervenute 84.322 segnalazioni su un totale di 65.926.591 dosi somministrate (tasso di segnalazione di 128 ogni 100.000 dosi), di cui l’87,1% riferite a eventi non gravi, come dolore in sede di iniezione, febbre, astenia/stanchezza, dolori muscolari.

Le segnalazioni gravi corrispondono al 12,8% del totale, con un tasso di 16 eventi gravi ogni 100.000 dosi somministrate. Come riportato nei precedenti Rapporti, indipendentemente dal vaccino, dalla dose e dalla tipologia di evento, la reazione si è verificata nella maggior parte dei casi (80% circa) nella stessa giornata della vaccinazione o il giorno successivo e solo più raramente oltre le 48 ore successive» si legge nel comunicato n. 657 dell’AIFA.

La maggior parte delle segnalazioni sono relative al vaccino Comirnaty di Pfizer-Biontech (68%), finora il più utilizzato nella campagna vaccinale (71% delle dosi somministrate) e solo in minor misura al vaccino Vaxzevria di AstraZeneca (25% delle segnalazioni e 17% delle dosi somministrate), al vaccino Spikevax di Moderna (6% delle segnalazioni e 10% delle dosi somministrare) e al vaccino COVID-19 Janssen di Johnson&Johnson (1% delle segnalazioni e 2% delle dosi somministrate).

Per tutti i vaccini, gli eventi avversi più segnalati sono febbre, stanchezza, cefalea, dolori muscolari/articolari, dolore in sede di iniezione, brividi e nausea. Gli eventi avversi gravi correlabili alla vaccinazione più spesso segnalati configurano un quadro di sindrome simil-influenzale con sintomatologia intensa, più frequente dopo la seconda dose dei vaccini a mRNA e dopo la prima dose di Vaxzevria.

Questa spiegazione di Aifa avvalora il sospetto che queste forme patologiche possano essere in qualche modo correlate al Covid-19 che ha contagiato anche migliaia di persone già vaccinate, causando almeno 745 casi fatali fino allo scorso mese.

Ma assume grade rilevanza alla luce della comunicazione dei CDC americani (Centers of Disease Control and Prevention) che hanno annunciato il ritiro dell’autorizzazione per i tamponi PCR a partire dal 31 dicembre 2021 in quanto non ritenuti affidabili al punto di distinguere il virus SARS-Cov-2 dall’influenza.

«In relazione alle vaccinazioni cosiddette eterologhe a persone al di sotto di 60 anni che avevano ricevuto Vaxzevria come prima dose sono pervenute 114 segnalazioni, su un totale di 396.952 somministrazioni (la seconda dose ha riguardato nell’82,6% dei casi Comirnaty e nel 17,4% Spikevax), con un tasso di segnalazione di 29 ogni 100.000 dosi somministrate» ciò evidenzia che il cocktail di sieri antiCovid ha fatto registrare un tasso di segnalazione più basso rispetto a quello generale.

«Nella fascia di età compresa fra 12 e 19 anni, alla data del 26/07/2021 sono pervenute 530 segnalazioni di sospetto evento avverso su un totale di 1.986.221 dosi somministrate, con un tasso di segnalazione di 27 eventi avversi ogni 100.000 dosi somministrate. La distribuzione per tipologia degli eventi avversi non è sostanzialmente diversa da quella osservata per tutte le altre classi di età» conclude AIFA.

Al 26/07/2021, il nesso di causalità scondo l’algoritmo OMS è stato inserito nel 74% delle segnalazioni di eventi avversi gravi (8.032/10.805). Complessivamente, il 43% di tutte le segnalazioni gravi valutate (3.453/8.032) è correlabile alla vaccinazione, il 35% (2.800/6.306) è indeterminato, il 19% (1.562/8.032) è non correlabile e il 3% (215/8.032) inclassificabile.

La tabella sui casi fatali pubblicata dall’Aifa nel settimo rapporto di farmacovigilanza sui vaccini

Indipendentemente dalla tipologia di vaccino, dal numero di dose e dal nesso di causalità, 498 e di 0,75/100.000 dosi somministrate, ancora in flessione rispetto ai Rapporti precedenti. L’età media è di 76 anni (range18-104 anni) e il tempo intercorrente tra la somministrazione e il decesso varia da due ore fino a un massimo di 133 giorni. In 343 casi il decesso è registrato dopo la prima dose e in 145 dopo la seconda (non specificato in 10 schede di segnalazione).

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