• Agosto 9, 2022 5:12 pm

Lettera da ex studente disabile all’università Magna Grecia di Catanzaro

Pubblichiamo il testo integrale di una lettera che tramite CatanzaroTv.it un ex studente disabile dell’UMG Catanzaro ha indirizzato all’Ateneo del capoluogo

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“Cara UMG, Università Magna Graecia di Catanzaro, inizio dicendo che già il nome dovrebbe essere immagine di grandezza e invece di grandezza questa università a mio onestissimo parere ha poco e niente.

Non lo dico io che ero un vostro studente ma le classifiche italiane delle università.

Io sono Emanuele Carini, diversamente abile, ex studente della vostra università. Oggi posso dire finalmente di essere laureato. Giorno 17 dicembre 2021 ho conseguito la laurea in Scienze motorie sportive. Tutto questo non grazie a voi. Quattro anni fa decisi di iscrivermi dopo 10 anni e forse più dal diploma spinto dalla mia compagna di vita nella vostra università.

Da Palermo partimmo per questa avventura e da subito capi che era una montagna da scalare perché il giorno della mia immatricolazione venni a sapere che la facoltà di scienze motorie non era nella sede centrale ma arroccata in una scuola fatiscente di via Tommaso Campanella.

Al mio arrivo incontro un responsabile e li capisco che sarebbero stai 3 anni d’inferno.  La facoltà si trovava a secondo piano e si c’era un ascensore che il primo anno fece il suo lavoro ma dal quel momento in poi si ruppe e non è stato più utilizzabile.

Chiedo di incontrare il magnifico rettore che di magnifico ha ben poco visto che le mie richieste di incontro non sono mai state accettate ed ho sempre incontrato una gentilissima segretaria che, poveretta, miracoli non ne poteva fare. La cosa più grave è che sono passato per quello che non voleva studiare. Ma non era così.

Passo il mio secondo anno praticamente nella stanza degli alloggi a studiare senza seguire una lezione. In tutto questo tran tran nelle poche volte che vado e i colleghi mi aiutano a salire vengo minacciato dal responsabile di metter a rischio il suo lavoro. Io che rischiavo la vita in quelle scale insieme ai miei colleghi.

Altro piccolo racconto: durante il secondo anno finisco anche quasi per arrivare alle mani con un collega perché alla mia richiesta di spostare la facoltà nessuno era d’accordo con me tranne pochi. La voce di questa zuffa fa il giro dell’università ma anche questa volta tace tutto. Vengo contattato da molta gente che mi chiedeva se fossi io l’ ‘eroe’ della zuffa ma dai piani alti nulla.

Tramite il diritto allo studio chiedo aiuto ma anche lì tutte chiacchere che non si traducono nel nulla. In tutto questo febbraio 2020 veniamo a scoprire del primo caso del Sars cov2 e con la mia compagna decidiamo di tornare a Palermo per concludere gli studi in dad. Nella sfortuna della pandemia l’università si potrebbe liberare di me. Chiedo di chiudere i miei studi per trasferirmi ad un altra università ma la risposta è sì lo puoi fare ma ci sono dei problemi burocratici.

Decido a quel punto di attendere settembre quindi fermarmi per un anno. Altra beffa. Finalmente riesco a liberarmi da questa università e iscrivermi in un altro ateneo dove riesco a dare 14 esami in 12 mesi. Io non volevo studiare vero!!??! Oggi sono dottore in scienze motorie ed a gennaio inizierò la magistrale e spero un giorno di poter venire lì in Umg (se ancora sarà esistente) a dare una lezione professionale ai vostri studenti e di vita a voi.

Mi avete umiliato come studente ma soprattutto come uomo.

Io persona disabile, uomo di sport che ho viaggiato tanto ed ho vinto tanto nella mia carriera sportiva, non pensavo di ritrovarmi in una situazione del genere nel terzo millennio. Cara università Magna Graecia di Catanzaro hai perso un’occasione per essere per una volta la migliore.

Alla città di Catanzaro che ha ospitato me e la mia compagna che mi vive ogni giorno e sa la fatica che faccio e facciamo per le mie condizioni ,diciamo grazie perché di brava gente ne ho conosciuta e di persone che vorrebbero cambiare le cose ce ne sono, ma purtroppo qualcosa o qualcuno non lo permette.

Alle famiglie che hanno un disabile a casa dico di spingerli a vivere. Per questi figli c’è lo sport si può studiare si può fare tutto. Bisogna lottare lottare e lottare e credo che anche a Catanzaro si posso creare realtà belle come in altre città d Italia o del mondo. Basta volerlo.

PS: Al responsabile della Facoltà di scienze motorie vorrei dire che anche lui uomo di sport e fama ha perso un’ occasione.

In Sicilia si dice agneddu e sucu e finiu u vattiu.( Agnello e sugo ed è finito il battesimo): alla fine io sono laureato, voi tutti dovreste prendervi una laurea in umanità.

Un saluto

Il dottore Emanuele Carini

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